Giornata di forti acquisti per i titoli bancari di Piazza Affari, che trainano un Ftse Mib condizionato positivamente questa mattina anche dal rialzo dei prezzi del petrolio e dalle buone indicazioni macro arrivate dalla Cina: il listino principale accelera al rialzo mentre ci si avvia al giro di boa delle 13.30 e porta i guadagni della giornata a +1,93% (a 16,583 punti).

Sugli scudi Banco Popolare (+4,75% a 2,51 euro) e Banca Popolare di Milano (+4,45%), che godono oggi delle buone previsioni sul piano di fusione che potrebbe concretizzarsi domani e fanno da market mover per tutto il comparto. Ottime performance anche per Bper (+4,56%) ma soprattutto Ubi banca, che vola al momento 2,368 euro per azione con un rialzo percentuale di oltre il 5%. Fanno bene anche i due big del comparto. Ottimo recupero per Intesa San Paolo che scambia al momento a 1,983 euro per azione, con un robusto rialzo del 2,75%. Subito dietro Unicredit, che torna sopra la soglia dei 2 euro in rialzo dell'1,94%. 

Nuove indiscrezioni sull'aumento di capitale di Unicredit

E il primo aggiornamento di giornata riguarda proprio Unicredit, che aveva risentito negativamente nelle prime fasi di contrattazione delle nuove indiscrezioni di stampa sulle dimensioni dell'aumento di capitale.

Il quotidiano La Repubblica ha rivelato questa mattina che Jean Pierre Mustier, dopo un sondaggio positivo tra gli investitori, potrebbe portare l'aumento di capitale fino a 13 miliardi, una cifra dunque di gran lunga superiore rispetto ai 5-6 miliardi di cui si è vociferato finora.

Per la prima volta, assumono una certa consistenza le voci su un ricorso al mercato superiore a 10 miliardi, già prospettato qualche tempo fa dal Fatto Quotidiano, e che potrebbe concretizzarsi se ci fossero condizioni favorevoli di mercato.