La settimana si è chiusa con una seduta in netto calo per Banco BPM che è tornato a perdere terreno, dopo il buon rimbalzo di ieri nell'ordine di oltre il 4%, seguito peraltro al crollo di mercoledì quando le quotazioni hanno lasciato sul parterre circa sette punti e mezzo percentuali.

Quest'oggi Banco BPM ha avviato gli scambi in positivo, per poi cambiare bruscamente direzione di marcia già nella prima ora di contrattazioni e proseguire al ribasso. Il titolo, che ha occupato una delle ultime posizioni nel paniere del Ftse Mib, si è fermato a 2,734 euro, con un ribasso del 2,84% e volumi decisamente elevati. A fine giornata sono transitate sul mercato oltre 54 milioni di azioni, più del doppio della media giornaliera pari a circa 24,4 milioni di pezzi.

I risultati dei primi nove mesi dell'anno

Banco BPM è stato penalizzato dalle vendite all'indomani della diffusione dei conti dei primi nove mesi dell'anno che al netto della voce straordinaria relativa alla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano hanno evidenziato un utile netto pari a 52,73 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 632,66 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Il margine di interesse è sceso dell'1,6% a 1,612 miliardi di euro, mentre le commissioni nette sono aumentate del 13,3% a 1,577 miliari di euro e le rettifiche nette su crediti verso la clientela si sono attestate a 987,8 milioni di euro.
A livello di indicatori patrimoniali il Common Equity Tier 1 è pari all'11,01% rispetto all'11,07% di fine giugno. I crediti deteriorati ammontano a 14 miliardi di euro, in contrazione del 13,7% rispetto alla fine del 2016 e il completamento delle cessioni di crediti deterioriati concordate con la Bce è previsto entro giugno 2018, in anticipo di 18 mesi rispetto agli obiettivi di piano.