E’ la nostra Borsa l’anello debole ed in particolare ad essere tartassato è il comparto bancario sul quale si sono addensati i nuvoloni neri carichi di pioggia.

Parigi (-0,0%) rimane sulla parità, Francoforte (+0,0%) avanza ancora un po’ tanto per ritoccare di nuovo il proprio record storico, ma è Londra (+0,3%) a far segnare la miglior performance giornaliera.

Il nostro Ftse Mib (-0,68%), invece, è costretto ad alzare bandiera bianca. I titoli bancari hanno subito di nuovo una debacle e sappiamo che peso essi hanno sull’indice principale della Borsa milanese.

La Commissione europea sembrava volesse ammorbidire la posizione presa dalla Bce, ma oggi è arrivata la smentita, non ci sono divergenze fra Bruxelles e Francoforte, anzi, entrambe hanno messo il carico da undici, come se non bastassero gli Npl ora pare si voglia imporre un tetto alla quantità di titoli di Stato in pancia alle Banche.

Visto che le nostre Banche hanno ingurgitato una quantità pantagruelica di titoli di Stato è ovvio che ora si trovano nell’occhio del ciclone. Andiamo bene.

Non ci stupiamo quindi di queste performance odierne: Banco BPM (-3,57%), Ubi banca (-3,33%), Bper Banca (-2,94%), Unicredit (-1,33%), Intesa Sanpaolo (-0,97%) e Mediobanca (-0,49%).

Quarto ribasso di fila per Azimut (-3,61%) che torna sui minimi degli ultimi cinque mesi.

Seduta di realizzi anche per la galassia Agnelli: Exor (-1,70%), Fiat Chrysler (-1,06%), Cnh Ind. (-0,59%) e Ferrari (-0,20%).

Qualche acquisto ha premiato i titoli difensivi, quindi segni più davanti alle performance di Snam Rete Gas (+0,24%), Italgas (+0,38%) e Terna (+0,40%).