I dati del Bollettino della Bce pubblicati oggi sono tiepidi: ripresa che c’è ma con prospettive di un recupero moderato con un export modesto. Sullo sfondo una “domanda interna sostenuta dalle misure di politica monetaria”.

I problemi sul tavolo

Ad appesantire la situazione c’è sempre lo spettro della Brexit, il panorama geopolitico e il punto interrogativo rappresentato dall’evoluzione, modesta,  dei paesi emergenti. l’inflazione è prevista ancora a livelli molto bassi con un rialzo che dovrebbe partire dal 2017 in poi fino al 2018. Da qui le attese da Bruxelles di tassi di interessi ai minimi ancora per diverso tempo. Va meglio, leggendo il bollettino, per il settore lavoro dove la situazione tende a migliorare gradualmente anche grazie a un primo trimestre che ha visto un +0,3% sui tre mesi precedenti e +1,4% rispetto all’anno precedente. Altri fattori positivi, oltre a un prevedibile incremento dell’occupazione, sarebbero costituiti da un prezzo basso del petrolio che aumenterebbe il potere d’acquisto di famiglie e privati, Brexit permettendo, ma anche da una conseguenza delle misure di sostegno all’economia, rappresentati da migliori condizioni di finanziamento che, a loro volta, potrebbero favorire gli investimenti. Dando poi uno sguardo ai mercati finanziari, la Bce resta fondamentalmente ottimista sulla capacità di reggere di fronte alle sfide ai tanti fattori di incertezza. Punto debole, ma non da ora, l’azione dei singoli governi sul lato delle riforme, con un panorama estremamente eterogeneo. In particolare considerando parametri come efficacia delle amministrazioni pubbliche, la qualità del quadro regolatorio, l’attuazione dello stato di diritto e la lotta alla corruzione risulta che Grecia e Italia hanno riportato i risultati peggiori.