Credo fermamente che la domanda che la maggior parte delle persone si stia ponendo ora è: “Cosa può andare storto se la BCE è dalla nostra parte per salvare il salvabile attraverso le sue politiche monetarie?” In realtà, questa cantilena a favore dell’interventismo e dell’interferenza della BCE nei mercati è andata avanti per mesi e dopo che il LTRO ha fallito nel suo intento di fornire pasti gratis ad un settore in cancrena, in una delle sue ultime conferenze stampa lo zio Mario afferma che le politiche monetarie non-standard potrebbero andare avanti. La notizia fresca della settimana scorsa è stato il taglio di un quarto di punto percentuale del tasso d’interesse di riferimento, mentre il tasso delle riserve in eccesso è calato allo 0% dopo essere rimasto allo 0.25%. Questo è un chiaro pungolamento nei confronti delle banche affinché prestino tale denaro parcheggiato presso la BCE. I banchieri sono coscienti del rischio che ciò comporta e sono spaventati. Non bastano le rassicurazioni dello zio Mario sul fatto che l’inflazione rimarrà “stabile.”

Un’uscita delle riserve in eccesso significherà una probabilità molto elevata di inflazione di massa. Ovvero, si è convinti che l’ulteriore implementazione di tecniche monetarie espansive possa curare un problema che le stesse tecniche non hanno risolto in prima istanza. Al momento, secondo i dati del FMI, il settore bancario Europeo nel complesso è indebitato per circa 26 a 1 e le sue dimensioni superano i $46 bilioni. Il bilancio della BCE è grande quasi $4 bilioni ed è indebitata per 36 a 1. Un quarto del bilancio della BCE è costituito da debito dei PIIGS.

Da qui capiamo che il sistema bancario Europeo è più grande di quattro volte rispetto a quello Americano, con almeno il doppio del livello di indebitamento. La BCE ha acquistato un bel mucchio di cartaccia obbligazionaria dei PIIGS. E nonostante ciò, il Consiglio della Banca Centrale Europea ha ulteriormente abbassato la soglia dei collaterali che può accettare in cambio di prestiti. Infatti, la Grecia ancora ha bisogno di liquidità per essere mantenuta in vita artificialmente, mentre Spagna e Italia tentano di negoziare accordi con gli altri membri dell’UE per accedere ad ulteriori fondi dal meccanismo di redistribuzione dei fondi che risponde al nome di ESM. Finlandia ed Olanda si oppongono. Non ci stanno a pagare per le sconsideratezze altrui. La prima, inoltre, pretende collaterali per ogni prestiti erogato dal fondo Europeo.