Per una banca che dichiara il bitcoin una "frode", un'altra si prepara a fornire ai suoi clienti degli strumenti per sfruttarne il boom. Stando a indiscrezioni del Wall Street Journal, Goldman Sachs sarebbe in procinto di mettere in piedi una divisione dedicata al trading di monete digitali, che ne farebbe il primo tra i colossi di Wall Street a gestire direttamente operazioni con la discussa valuta virtuale. 

Una decisione che se confermata mostrerebbe da parte dei vertici di Goldman un atteggiamento molto diverso da quello di Jamie Dimon, ceo di JpMorgan, che a inizio settembre ha contribuito a far crollare le quotazioni paragonando la rapida ascesa del Bitcoin a una caso da manuale di bolla speculativa: la febbre generalizzata per l'acquisto di bulbi di tulipano che nel 17esimo secolo provocò in Olanda uno dei più celebri crack della storia finanziaria. 

Goldman Sachs pronto al trading su criptovalute 

L'idea di Goldman Sachs sarebbe ancora a uno stadio iniziale, tanto che secondo quanto riferisce il giornale non ci sarebbe ancora neanche un business plan.

E' però un segnale ulteriore di un interesse crescente verso un asset che sta acquisendo sempre più appeal tra gli investitori, in un momento in cui la prossima fine delle politiche accomodanti delle banche centrali spinge gli acquisti in aree del mercato che possano proteggere dall'incertezza dell'era post-QE.

Ed è soprattutto spia che il rapporto molto contrastato tra l'universo delle criptovalute e le istituzioni finanziarie tradizionali potrebbe presto essere ridefinito.