Perdonatemi, ma a me questa Borsa americana non piace, sarò più chiaro, questo trend rialzista partito lo scorso 20 dicembre non mi convince.
Anche oggi l’ennesimo recupero, dopo una partenza in ribasso la chiusura sui massimi di giornata, nessun motivo che giustifichi l’andamento rialzista della seduta, né dati macro, né micro, né notizie provenienti da altri continenti, eppure c’è chi compra, o forse non può fare altro.
Nemmeno il mercato valutario può aver inciso, visto che il cambio del dollaro rispetto allo yen è rimasto stabile a 76,57 e contro la moneta unica continua a navigare poco sopra 1,31. Insomma una situazione che non sembra rassicurante.
Si è ben comportato il settore oil, nonostante da inizio anno il prezzo del greggio continui costantemente a calare (altro dato non del tutto tranquillizzante).
Ma, come di consueto, andiamo ad analizzare i titoli che hanno maggiormente mosso il mercato (è un eufemismo).
Dow Jones (-0,13%), Bank of America (+1,66%) conferma la buona vena con la quale ha iniziato quest’anno. Recupera un po’ Procter & Gamble (+1,18%), quindi Walt Disney (+1,15%) complice una promozione a “Buy” da parte di Davenport precede le due Compagnie petrolifere Chevron (+1,11%) ed Exxon Mobil (+0,98%).
The Travelers Company (-1,31%) maglia nera di giornata, preceduta da Pfizer (-1,18%) e Boeing (-1,15%) che paga un problema alla fusoliera per i suoi 787 Dreamliner.
S&P500 (-0,04%) è Sprint Nextel (+6,03%) il titolo di giornata, seguito da due società quotate sul Nasdaq e precisamente il biotecnologico Gilead Sciences (+2,45%) il cui inizio anno è da incorniciare e Google (+2,14%).
Ancora un brusco ribasso per Monsanto (-3,04%) e dopo il colosso dell’agricoltura troviamo Capital One Financial (-2,84%) e Weyerhaeuser (-2,82) colpito da prese di beneficio dopo la splendida seduta della vigilia.