Dopo aver tentato invano di mantenersi al di sopra della parità, le Borse europee si sono piegate al volere dei ribassisti, scivolando tutte in territorio negativo. Ad arretrare più degli altri al momento è il Dax30 che scende dello 0,39%, seguito dal Cac40 e dal Ftse100 che perdono rispettivamente lo 0,19% e lo 0,15%. Si difende meglio Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib è arrivato a segnare un rialzo di oltre mezzo punto, per poi cambiare direzione di marcia. Negli ultimi minuti per e presentarsi ora in area 16.350, cno un ribasso dello 0,27%.
I mercati sono frenati dalla debole chiusura registrata ieri a Wall Street e dai timori di un rallentamento della produzione industriale in Cina nel primo trimestre di quest’anno. A tenere banco sono comunque le preoccupazioni legate al destino della Grecia dopo che nelle ultime ore è sfumato l’accordo sia con UE e FMI che con i creditori privati.
Già per ieri a mezzogiorno era stato fissato l’ultimatum dalla cancelliera tedesca Merkel, ma sono state rinviate ad oggi le trattative tra il Governo greco e la troika, ossia Banca Centrale europea, Unione europea e Fondo Monetario Internazionale, per la concessione al Paese ellenico del secondo prestito internazionale da 130 miliardi di euro. Un accordo è cruciale per far sì che la Grecia eviti il fallimento, visto che in caso di mancata erogazione della nuova tranche di aiuti, il Paese guidato da Papademos non sarà in grado di pagare i creditori il 20 marzo, quando si troverà a dover fare i conti con la scadenza da 14,4 miliardi di euro di titoli di Stato.
Non più tardi di ieri la Merkel ha dichiarato: “Ci rifiutiamo di riconoscere una bancarotta della Grecia, non possiamo accettarla”. E’ stata però proprio la cancelliera tedesca, insieme al presidente francese, Sarkozy, a far sapere che se non sarà firmato l’accordo non ci saranno nuovi aiuti per il Paese ellenico.