Mentre ci si avvia ad archiviare la prima decade del mese di maggio, i mercati azionari continuano a mostrare un andamento decisamente nervoso, caratterizzato da una notevole volatilità e da una prevalenza delle vendite rispetto agli acquisti. Lo scenario già debole del mese di aprile è stato ulteriormente intaccato dall’esito delle elezioni tenutesi lo scorso week-end in diversi Paesi d’Europa. L’attenzione è focalizzata in particolare sulla Grecia dove il nuovo Parlamento non sembra in grado di trovare una maggioranza capace di sostenere un Governo. Aumenta così il rischio di una nuova tornata elettorale a giugno, in un momento molto delicato in cui il Paese ellenico deve mettere a punto un nuovo piano din austerity per ottenere la prossima tranche di aiuti dalla Troika.
La forte incertezza politica in Grecia riporta in primo piano il tema caldo dell’eventuale uscita di Atene dall’Eurozona. Un’ipotesi che gli esperti di Morgan Stanley definiscono realistica, anche se il prezzo da pagare sarebbe decisamente elevato dal momento che l’Europa perderebbe lo stato di unione irrevocabile.
Un eventuale ritorno della Grecia alla dracma avrebbe ricadute negative anche sul fronte obbligazionario, con una maggiore volatilità sui titoli di Stato dell’Eurozona. Ripercussioni si avrebbero anche sul futuro dell’euro che sarebbe caratterizzato da una maggiore incertezza, con un effetto domino per alcuni Paesi già sotto pressione come Spagna, Portogallo, Ungheria e Italia.
Intanto anche Citigroup è tornata a parlare dell’uscita di Atene dall’euro, affermando che il rischio che ciò accada nei prossimi 18 mesi è salito dal 50% al 50%-75%. La banca americana però ritiene al contempo che anche dopo le elezioni in Grecia, Francia e Germania, rimane molto bassa la probabilità di una frammentazione dell’unione monetaria.