Ormai da diversi mesi l’attenzione non solo in Europa ma anche in America è rivolta più alla crescita che all’inflazione, visto che quest’ultima non costituisce per il momento un fattore di preoccupazione. E’ anche vero che di recente la dinamica dei prezzi al consumo ha evidenziato degli incrementi sulla scia dell’abbondante dose di liquidità elargita dalle banche centrali. Nel complesso però la situazione appare sotto controllo per ora, ma è bene essere pronti ad un’eventuale impennata dei prezzi. A richiamare l’attenzione su questo aspetto sono stati gli analisti di Exane, i quali a tal proposito si sono chiesti se l’investimento azionario possa offrire un’adeguata copertura contro l’aumento della dinamica dei prezzi al consumo.
Le azioni di solito rappresentano una scelta valida contro l’inflazione solo nel lunghissimo periodo, visto che di solito sottoperformano le obbligazioni nel medio termine. Secondo il broker francese, nel contesto attuale l’aumento dell’inflazione in Europa dovrebbe inizialmente offrire un sostegno alle Borse, per via della riduzione del rischio di deflazione del debito. E’ anche vero però che non è facile avere posizioni lunghe sull’azionario qualora dovesse salire l’inflazione per via della bassa crescita e delle ricadute negative che si avrebbero sui margini e sulle valutazioni, con conseguenti impatti sui rendimenti dei titoli azionari.
Nell’ambito della loro analisi, gli analisti di Exane hanno cercato di individuare i settori che potrebbero performare meglio di altri e soprattutto meglio del mercato qualora si dovesse verificare un inasprimento della dinamica dei prezzi al consumo. Le indicazioni degli esperti fanno riferimento al comparto delle risorse di base, alle utilities, al real estate e ai titoli legati ai servizi petroliferi.