Anche l'ultima seduta della settimana viene vissuta in calo dalle Borse europee sulla scia della flessione accusata ieri da Wall Street che ha registrato il peggior calo giornaliero dal 17 maggio scorso.
Nel Vecchio Continente prova resistere il Dax30 con un calo più contenuto dello 0,18%, mentre il Cac40 e il Ftse100 arretrano rispettivamente dell'1,12% e dell'1,14%.
Ad indossare la maglia nera è Piazza Affari dove il Ftse Mib scende poco al di sotto dei 21.400 punti con un ribasso dell'1,36%, allontanandosi dall'area dei 22.000 punti che aveva provato a riconquistare in avvio di settimana.

Fly to quality: via dall'equity e rinnovato interesse per i beni rifugio

Si assiste in generale ad un fly to quality che si traduce da una parte in una vendita di azioni e dall'altra in un crescente interesse verso i beni rifugio. L'oro ad esempio si è spinto a poca distanza dall'area dei 1.290 dollari l'oncia, mentre lo yen continua a guadagnare terreno rispetto al dollaro con il cambio fotografato ad un passo da quota 109. Un po' fuori dal coro l'andamento del petrolio che dopo i recenti progressi ha perso terreno ieri, cedendo due punti percentuali e riportandosi in direzione dei 48 dollari al barile.

Tensioni tra Usa e Corea del Nord: ancora vendite in Borsa?

A dettare cautela sui mercati sono le crescenti tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, con una guerra di parole tra il presidente Trump e il dittatore Kim Jong-un.
Lo scontro verbale tra i due mette in allerta gli investitori e secondo gli analisti di Bk Asset Management i mercati seguono con interesse le evoluzioni sul fronte geopolitico, ma non sono preoccupati dalle ultime minacce arrivate dalla Corea del Nord. Gli esperti però segnalano che questo potrebbe essere il fattore che potrebbe innescare ulteriori vendite nelle prossime giornate.
L'andamento negativo degli asset più rischiosi probabilmente è destinato a durare fino a quando gli operatori vedranno rischi in aumento per la stabilità dei mercati finanziari a causa delle tensioni geopolitiche.