Era nell’aria, uno storno che al momento, tuttavia, non fa male, naturalmente occorrerà monitorare con attenzione le prossime sedute, ma il trend rialzista in essere ormai dallo scorso mese di marzo non è certamente ancora compromesso.

Ricordiamo ad esempio che un ritracciamento, come quello avuto nella prima parte del mese scorso è poi stato brillantemente superato. Qualche amante della “numerologia” potrebbe ritenere che per il nostro indice principale sia stata indigesta quota 23.000 punti, ma nella realtà il Ftse Mib (-0,57%) ha subito un calo perché tutti i mercati azionari sono scesi e non perché il 2 novembre aveva superato quel livello.

Certo quello odierno è risultato il quarto ribasso consecutivo per il nostro indice di riferimento, ma perlomeno oggi abbiamo limitato maggiormente i danni rispetto al resto d’Europa.

Londra (-0,6%) ma soprattutto Parigi (-1,2%) e Francoforte (-1,5%) hanno subito forti ribassi, alla Borsa tedesca non sono stati sufficienti i guadagni di Commerzbank (+2,6%) e Deutsche Bank (+1,8%), quasi tutti gli altri comparti sono stati subissati di vendite, sul fondo troviamo Adidas (-4,7%), Siemens (-3,7%) ed Infineon (-3,5%).

Dobbiamo ringraziare il comparto bancario se noi abbiamo limitato i danni, e soprattutto Bper Banca (+9,92%) premiata dal mercato per una trimestrale che, diciamolo, è risultata migliore delle nefaste previsioni.

Dopo quanto accaduto al Creval ieri non si poteva stare tranquilli ed allora il mercato oggi ha tirato un bel sospiro di sollievo: Banco BPM (+4,22%), Ubi Banca (+3,57%), Mediobanca (+2,12%), Unicredit (+1,47%) e Banca MPS (+0,14%), la sola Intesa Sanpaolo (-0,35%) ha terminato sotto la linea della parità.