Comincia ufficialmente la partita delle trattative per il divorzio del Regno Unito dall'Unione Europea. Alle 11 di questa mattina e per tutta la giornata fino alle 18:30, nella sede della Commissione Ue a Bruxelles, il capo negoziatore  Michel Barnier, e il ministro britannico per l’uscita dall’Unione europea, David Davis, terranno il primo giro di discussioni a quasi un anno dal referendum del 23 giugno con cui i cittadini britannici hanno decretato la vittoria del "Leave". 

Regno Unito incerto tra hard e soft Brexit 

Davies ha descritto i negoziati per il processo di uscita come "i più complicati di sempre", anche perché Londra arriva all'appuntamento sullo sfondo di una crisi politica interna che ha visto indebolire la posizione di Theresa May, da mesi sostenitrice di una hard Brexit (abbandono del mercato unico e pieno controllo sull’immigrazione).

Senza più una maggioranza in parlamento dopo la debacle nelle elezioni dell'8 giugno, convocate proprio per rafforzare la sua posizione in vista dell'avvio dei negoziati ma rivelatesi un boomerang, la premier ha visto nei giorni scorsi vacillare la sua poltrona e crescere le tensioni tra i conservatori sul tipo genere di accordo  da ricercare durante le trattative.

Alcuni dei ministri vorrebbero infatti che si ammorbidissero le posizioni e un ulteriore riprova ne sono state alcune dichiarazioni di ieri del ministro delle Finanze Philip Hammond, che sostenendo la necessità di mettere davanti a tutto la salvaguardia dei posti di lavoro britannici ha implicitamente suggerito che le questioni economiche dovrebbero prevalere sul tema del controllo delle frontiere.