Non è un caso se la stessa May ha usato negli ultimi giorni toni più cauti, affermando che che lavorerà per riflettere l'ampio spettro di posizioni sul tema dei rapporti con l'UE: un segnale che le sue posizioni sulla Brexit potrebbero ammorbidirsi.

La posizione UE

Se per gli inglesi l'obiettivo di fondo sarà riconquistare la loro sovranità nazionale limitando al minimo i danni economici, per l'UE si tratta di mantenere la stabilità regionale ed evitare che altri Paesi possano sentire la tentazione di seguire la strada di Londra.

Nel frattempo, una prima vittoria il blocco l'ha ottenuta: la prima parte delle discussioni verterà sui punti considerati prioritari da Bruxelles: diritti dei cittadini britannici e Ue, ricerca di un'intesa per mantenere meno rigido il confine tra Dublino e l'Irlanda del Nord (la Ue ha assicurato che farà tutto il possibile per evitare la creazione di un confine netto tra le due Irlande) e "conto" di uscita per Londra: le stime arrivate da area UE su quanto il Regno Unito dovrebbe sborsare per onorare i suoi impegni finanziari si sono spinte fino ai 100 miliardi di euro. 

Solo quando saranno superate le divergenze su questi punti potranno essere affrontati i gradi nodi relativi ai rapporti futuri, a cominciare dalla permanenza del Regno Unito nel mercato unico e nell'Unione Doganale. La data limite è il 29 marzo del 2019 e a seguire i progressi del negoziato saranno naturalmente anche investitori e mondo delle imprese. Con le banche in prima linea: numerosi istituti hanno già annunciato nei mesi scorsi il trasferimento  personale da Londra. L'ultimo avvertimento è arrivato da Goldman Sachs, che ha rivelato di essere alle prese coi preparativi per portare in altre sedi i suoi uffici se il suo accesso al blocco dei 27 dovesse essere messo in discussione.