"Non appena il Regno Unito sarà pronto a sedersi al tavolo dei negoziati potremo cominciare." Perché "l'orologio gira" e ci sono "43 anni di relazioni da districare". E soprattutto, c'è un conto da pagare. 

Arrivano in un clima già molto agitato le prime parole ufficiali di Michel Barnier, capo negoziatore dell'UE per le trattative sulla Brexit, che da Bruxelles ha illustrato stamattina le linee guida del suo mandato a trattare il divorzio tra Londra e l'Unione Europea.

Il conto va pagato

"Il Regno Unito non potrà evitare di pagare tutto quello per cui si è impegnata fino a che è stato membro dell'Ue", ha spiegato il francese, precisando che non si tratta né di una punizione, né di una tassa d'uscita inflitta al Regno Unito per la decisione di abbandonare il blocco dei 28, ma che gli inglesi sono semplicemente chiamati a "rispettare con senso di responsabilità gli impegni presi, che riguardano migliaia di collettività, imprese, progetti per i quali il denaro è già stato stanziato."

Dichiarazioni destinate ad alimentare un dibattito già reso difficile nei giorni scorsi dai retroscena su quanto accaduto nella cena tra Theresa May e il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, con quest'ultimo che avrebbe definito "disastroso" l'incontro con la premier inglese, e arroventatosi nelle ultime ore dopo le ultime indiscrezioni del Financial Times, secondo cui il conto che l’Ue presenterà al Regno Unito potrebbe essere più salato del previsto.

FT: il conto sale a 100 miliardi

In un articolo pubblicato nelle scorse ore, il quotidiano finanziario afferma infatti che la fattura per l'uscita britannica dall'UE potrebbe avvicinarsi a 100 miliardi di euro, una cifra ben più elevata dei 60 miliardi indicati qualche settimana fa dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.