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Come strumenti di investimento a basso rischio, i BTp Italia si sono rivelati discretamente buoni, con dei rendimenti legati all’inflazione che hanno avuto pochi contendenti nel panorama obbligazionario dello Stato italiano. E a dimostrarlo ci pensano due simulazioni separate effettuate dalle società di consulenza JC & Associati e Advise Only su quattro strumenti con scadenza nella seconda metà del 2016 (in linea con la terza emissione del BTp Italia) che fugano molti dubbi sollevati dai piccoli risparmiatori.

Naturalmente nello scenario finanziario ci sono molte variabili che nei prossimi anni potrebbero modificare lo studio. Ma gli investitori devono sempre tenere conto che nel prendere le loro scelte è anche probabile che vi saranno dei cambiamenti in corso d’opera. Mettersi oggi in portafoglio un investimento equivalente a 1.000 euro (corretto in base agli ultimi prezzi dei titoli) permette tra quattro anni ai risparmiatori di portarsi a casa 270 euro netti (con il BTp inflation linked senza il reinvestimento delle cedole) oppure 212 euro con il BTp Italia (senza considerare cedole reinvestite e il premio fedeltà).

Con le cedole reinvestite invece svetta quest'ultimo con 236 euro. L'ipotesi è che l'inflazione si attesti al 3,5%, ma anche con un'inflazione più bassa i due prodotti sarebbero altrettanto competitivi. L'assunto di fondo è che l'investimento vada portato a scadenza: durante la vita dello strumento infatti i prezzi potrebbero subire oscillazioni anche rilevanti. Si tratta comunque di un bel ritorno (comprensivo della rivalutazione periodica) e questo giustifica la corsa all'ultima emissione del BTp Italia, che ha raccolto ordini per circa 18 miliardi di euro.