Che il re degli investimenti Warren Buffett fosse rimasto un inguaribile ottimista a dispetto di tutti gli stereotipi sulla vecchiaia lo si sapeva già. Soprattutto quando parla del suo Paese.

Il miliardario fondatore della Berkshire Hathaway, terzo uomo più ricco del pianeta, ne aveva fornito l'ennesima riprova non più tardi di tre mesi fa, quando a 87 anni suonati disse che chi vede buio nel futuro degli Stati Uniti non ha capito nulla del mondo, bollò come "perdenti" quelli che scommettono contro il mercato azionario USA, e a dimostrazione della sua completa fiducia nelle capacità dell'economia a stelle e strisce azzardò persino una fantasmagorica scommessa di lunghissimo periodo: un rialzo stellare a quota 1 milione di punti del Dow Jones, l'indice di borsa che contiene i titoli più rappresentativi dell'industria americana. (Leggi: "Warren Buffett: Dow Jones a 1.000.000 di punti? Non è un sogno")

Gli "ottimisti" 

Questa volta, l'occasione per inaugurare il 2018 con una nota di fiducia sul futuro finanziario e sociale degli americani è stata invece per il vecchio investitore un piccolo saggio ospitato dalla rivista Time, che sotto la supervisione di un editor d'eccezione, il "collega" miliardario Bill Gates, ha raccolto per la prossima uscita del 15 gennaio gli interventi di alcuni grandi nomi, da Bono Vox a Malala Yousafzai, l'attivista pachistana premio Nobel nel 2014, in un numero speciale dal titolo inequivocabile: "Gli Ottimisti". E inequivocabilmente fin dall'inizio l' "oracolo di Omaha"  ci tiene a mostrare da che parte sta. "Ho buone notizie", recita l'incipit