Un centipede era lieto – davvero / Quando un rospo, per celia, gli chiese / Quale gamba si muove per prima? / Alla risposta pensò per un mese / Finché esausto non cadde dal pero.
Non si deve agire senza prima riflettere, insegnano i genitori ai bambini. Dimenticano, i genitori, che il 99 per cento e passa delle nostre attività avviene senza alcuna nostra decisione cosciente. E meno male che è così. Il centipede dell’apologo, che si era sempre mosso con movimenti spontanei armoniosi, inizia a inciampare rovinosamente non appena tenta di pensare a quello che sta facendo e di governare razionalmente le sue cento zampine.
Non si deve riflettere prima di agire è del resto la conclusione paradossale di Jean Buridan, discepolo di Guglielmo di Ockham. Il suo celebre asino si ritrova in mezzo a due razioni di fieno identiche ed equidistanti. Ferrato in metafisica, l’asino non riesce a trovare una ragione sufficiente per scegliere l’una piuttosto che l’altra e, coerentemente, se ne muore di fame. Leibniz, nella Teodicea, cerca rozzamente di risolvere il problema evitandolo, dicendo cioè che in natura non possono esistere cose perfettamente uguali.
In realtà non è sempre necessario vivere il dubbio tragicamente. Le scelte, è vero, sono tanto più difficili quanto più le opzioni si bilanciano. Ma più si bilanciano e più è indifferente scegliere l’una o l’altra, tanto che lasciare decidere alla sorte è perfettamente razionale (e avrebbe salvato l’asino).
Con l’SP 500 salito da ottobre del 22 per cento (e il Dax del 34), le borse si trovano nella parte alta del range di questi anni. Sono più o meno ai livelli del febbraio di un anno fa, un altro periodo in cui si pensava di essersi finalmente lasciati alle spalle la crisi greca (e irlandese) e si credeva di essere entrati in una fase di crescita vivace e sostenibile grazie al Qe2 (oggi grazie all’Ltro della Bce). La storia si ripete. Guai a chi non ne impara la lezione e dà di nuovo ascolto alle sirene ottimiste. Vendere, quindi, e di corsa.