Pietro Origlia, trader privato, sarà presente martedì 5 Febbraio dalle ore 18.00 alle ore 19.00 nel video incontro: STRATEGIE OPERATIVE DI TRADING E WATCH LIST. Cercherà di dare una spiegazione alla probabile direzione dei mercati nei prossimi mesi utilizzando la piattaforma WHS FutureStation per CFD e Forex. Per iscriverti CLICCA QUI.
Anche se le cifre di oggi lasciano poco spazio alla speranza. Ciò che più spaventa è che si tratta di una questione molto più ampia di quanto si potesse pensare. Infatti gli economisti sospettavano che a creare problemi potessero essere le azioni in ipercomprato, gli utili societari Usa che non superavano le aspettative, le incertezze per la riforma fiscale Usa e i tagli alla spesa. Tutto si aspettavano tranne che il problema Europa si risollevasse in tutta la sua complessità.
E per la precisione che il sistematico panorama dei bancari tornasse a scricchiolare nonostante il piano più che rassicurante della Bce sul salvataggio dell’euro e dell’intero sistema bancario europeo. O per lo meno di quelllo maggiormente a rischio, cioè Spagna e Grecia.
Non saranno sufficienti, infatti i 4.500 miliardi di euro, ovvero il 37% del prodotto interno lordo dell’intero Continente, messi in campo dai parlamenti europei in 3 anni (2008-11) a strappare dalla sorte malevola tutto il settore. A prescindere da Mps, di cui si è ampiamente parlato, adesso i varchi, tenuti insieme da un filo troppo sottile per reggere al peso della crisi, si stanno aprendo ovunque.
Cominciamo da casa nostra. Un rialzo dello spread ha fatto scattare la vendita sui bancari, a dimostrazione di una fragilità troppo alta nel settore e di un’allerta fortissimo per quanto riguarda la soglia critica. Soglia che gli analisti hanno individuato nel pericolo elezioni, che, sempre con maggiore facilità, vedrà un panorama frastagliato, caratterizzato dal compromesso e quindi dal ribasso.
