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Dove sono finiti tutti i lavoratori?

Uno degli avvenimenti più bizzarri nell’attuale contesto economico è stato il sorprendente crollo del numero di persone nel bacino dei lavoratori. Questa realtà aggiunge un’ulteriore batosta ai numeri della disoccupazione. Stanno calando a poco a poco, ma anche l’intero bacino di persone che fa parte del conteggio. Una volta che le persone se ne tirano fuori, scompaiono economicamente.

Per gli uomini, in particolare, è un trend che va indietro di mezzo secolo, ma per tutti i gruppi, il tasso di abbandono ha subito una drastica accelerazione dopo il 2008:

Sul Wall Street Journal l’economista Richard Vedder propone un punto di vista piuttosto evidente — evidente una volta che lo si afferma. Se le persone non lavorano, non producono. Se non producono, l’economia non cresce. Secondo lui la crescita lenta è sostanzialmente il prodotto di una realtà piuttosto semplice: milioni di persone non stanno facendo nulla.

“Se oggi il paese avesse la stessa proporzione di persone occupate come nel 2000, gli Stati Uniti avrebbero quasi 14 milioni di persone in più che contribuirebbero all’economia del paese. Anche supponendo che questi lavoratori addizionali sarebbero meno produttivi del 25%, rispetto alla forza lavoro esistente, negli Stati Uniti il prodotto interno lordo sarebbe ancora più alto del 5% ($800 miliardi, o circa $2,600 in più a persona) rispetto a quanto non sia in realtà.”