La flessione accusata ieri da Wall Street non ha contagiato in alcun modo le Borse asiatiche che quest'oggi hanno guadagnato terreno, malgrado le negative indicazioni arrivate dalle Cina. A novembre l'indice della produzione industriale è sceso ancora, deludendo le attese degli analisti, ma i listini si sono spinti in avanti scommettendo su un incremento del programma di stimolo monetario della BCE.

In positivo anche il Nikkei 225 che ha guadagnato l'1,34% nonostante l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, sulla scia della notizia secondo cui il fondo pensione governativo ha avviato una copertura valutaria su una parte del portafoglio.

Incerte le Borse europee che dopo un avvio positivo non sono riuscite a confermare le loro buone intenzioni, muovendosi a passo di gambero. Il Dax30 e il Cac40 scendono rispettivamente dello 0,17% e dello 0,32%, mentre il Ftse100 resiste in positivo con un vantaggio dello 0,43%.
L'attenzione è rivolta sempre più all'appuntamento di giovedì quando al BCE dovrebbe annunciare nuove misure di stimolo monetario.

Intanto si guarda agli ultimi dati macro visto che in Europa è stato diffuso l'aggiornamento definitivo relativo all'indice PMI manifatturiero che a novembre si è attestato a 52,8 punti, in linea con l'indicazione preliminare e con le attese e in rialzo rispetto alla rilevazione di ottobre fermatasi a 52,3 punti.

Lo stesso dato in Germania è salito da 52,6 a 52,9 punti, battendo le attese fissate a 52,6 punti, mentre in Francia si è avuta una flessione da 50,8 a 50,6 punti, a fronte della previsione di una conferma della lettura preliminare.
Buone notizie per l'Italia dove l'indice PMI manifatturiero a novembre è aumentato da 54,1 a 54,9 punti, oltre le attese del mercato che puntava ad un rialzo a 54,2 punti.