La seduta odierna si è conclusa in calo per la piazza azionaria giapponese che dopo il buon rialzo della vigilia ha prestato il fianco ad alcune prese di profitto. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,37%, frenato dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, dopo che dai verbali della Fed diffusi ieri è emersa incertezza sull'impatto delle politiche economiche del presidente Donald Trump.

Nelle minute del FOMC si è notato quindi un atteggiamento meno falco visto che i prossimi rialzi dei tassi di interesse saranno legati proprio all'entità e al tipo di misure economiche che verranno adottate dalla nuova amministrazione Usa.

Poco mosse le Borse europee che dopo un avvio in calo sono riuscite a risalire la china, salvo poi tornare sui loro passi. Il Ftse100 e il Cac40 mostrano ora un frazionale rialzo dello 0,03% e dello 0,06%, mentre il Dax30 cala dello 0,03%.
Sul fronte macro in Europa è stato diffuso solo l'indice dei prezzi alla produzione che a novembre ha evidenziato una variazione positiva dello 0,3%, oltre le previsioni degli analisti che puntavano ad un rialzo più contenuto dello 0,1%.

In positivo Piazza Affari che mette a segno la migliore performance in Europa con il Ftse Mib poco sopra i 19.700 punti, in ascesa dello 0,46%.
Acquisti sui bancari a partire da Banco BPM che dopo un'incertezza iniziale ha imboccato con decisione la via dei guadagni, salendo ora di oltre il 4%. Bene Intesa Sanpaolo che si apprezza dell'1,73% sostenuto dai rumors secondo cui entro fine mese potrebbe essere annunciata la vendita di Allfunds, la piattaforma di negoziazione di fondi di cui Intesa Sanpaolo detiene il 50%.
In ascesa di oltre un punto e mezzo Ubi Banca e Mediobanca, seguiti da Unicredit che avanza dell'1,28%, mentre Bper Banca è più cauto con un vantaggio dello 0,74%.