Anche l'ultima seduta della settimana si è conclusa in calo per la piazza azionaria giapponese che ha perso terreno per la terza giornata consecutiva. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,36%, frenato dalla forza dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio che è sceso a ridosso di quota 111.

In lieve progresso le Borse europee che dopo una partenza in salita si mantengono poco al di sopra della parità, con variazioni percentuali contenute. Il Ftse100 sale dello 0,22%, preceduto dal Cac40 e dal Dax30 che guadagnano rispettivamente lo 0,31% e lo 0,23%.

A salire più degli altri è ancora una volta Piazza Affari che vede il Ftse Mib a ridosso dei 23.450 punti, con un vantaggio dello 0,54%.
Il nostro mercato si spinge in avanti malgrado il deludente aggiornamento relativo alla produzione industriale in Italia dove a novembre si è avuta una variazione nulla, in frenata rispetto al rialzo dello 0,5% del mese precedente e sotto le attese degli analisti che puntavano ad un incremento dello 0,6%.

Tra le blue chips in controtendenza troviamo Generali che scende dell'1,02% complice la bocciatura di Citigroup che ha ridotto il rating sul titolo a "sell".
Prese di profitto per STM che cala dello 0,35% dopo il rialzo della vigilia, e tira il fiato anche FinecoBank con un rosso dello 0,25%.

Nel settore bancario l'unica nota stonata è quella di Mediobanca che perde lo 0,51%, mentre Ubi Banca e Banco BPM salgono dello 0,15% e dello 0,48%, preceduti da Bper Banca che avanza dello 0,71%, mentre sono più cauti Unicredit e Intesa Sanpaolo con un progresso dello 0,15% e dello 0,33%.