I piani di Trump per dare nuovo impulso al motore della crescita americana continuano a guadagnarsi le prime pagine dei giornali, ma è piuttosto l'economia dell'eurozona che sta "silenziosamente" superando le aspettative degli analisti. Lo ha scritto ieri in un pezzo in grande evidenza il Financial Times, sottolineando che i dati economici dell'area euro emersi nella prima parte dell'anno contrastano con il quadro grigio tradizionalmente offerto negli outlook sul Vecchio Continente.

I numeri

Il quotidiano finanziario ricorda negli ultimi mesi una lunga serie di indicatori hanno sorpreso positivamente gli operatori e che le più significative correzioni al rialzo delle aspettative di crescita per il 2017 riguardano proprio l'Europa.

L'economia dell'eurozona ha messo a segno 14 trimestri consecutivi di crescita, e se si guarda ai risultati finali del 2016 la crescita dell'area euro ha marciato nell'intero anno a un passo dell'1,7%, meglio degli Stati Uniti (1,6%).

Indicazioni positive confermate anche dal tasso di disoccupazione, tornato a percentuali a una sola cifra: i numeri sulla creazione di nuovi posti di lavoro hanno registrato nel mese di gennaio un'accelerazione ai massimi di quasi nove anni. 

Migliorano infine anche i dati sul sentiment economico: l'indice composito Markit, che monitora la fiducia dei direttori d'acquisto - è rimasto saldamente in territorio positivo, a 54,4, in aumento per il 43esimo mese consecutivo.

Una "narrativa" pessimista

Fatti che mostrano come ci sia una specie di discrasia tra la realtà economica della fase attuale e una narrativa prevalente che continua a dipingere l'economia europea come stagnante e perennemente incapace di tenere il passo con la concorrenza USA.