Proseguono contrastati gli indici statunitensi dopo il dato sul Pil e le trimestrali deludenti del pomeriggio. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,58%, mentre l’S&P 500 perde lo 0,24%. Timido rialzo per il Nasdaq 100 (+0,2%). Deciso calo per le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -0,92%, il Cac di Parigi a -1,32% e il Dax di Francoforte a -0,22%. Sono prevalse le prese di profitto oggi da parte degli operatori in scia ai dati deludenti sul Pil Usa del 4° trimestre e i conti sotto le attese di Ford e Protect&Gamble. Gli investitori hanno portato a casa i guadagni delle ultime sedute in vista del week end e in attesa degli sviluppi provenienti dalla Grecia, dopo che il commissario agli affari economici e monetari europeo, Olli Rehn, ha dichiarato che l’accordo è ormai prossimo alla chiusura. Riteniamo i mercati potrebbero apprezzare se si giungesse a una soluzione prima dell’Eurogruppo di lunedì prossimo. Esortazioni in questo senso sono arrivate anche dal direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. Intanto il rendimento sui titoli di stato portoghesi hanno toccato un massimo al 15,16% e continuano ad ampliarsi anche i cds sui titoli a 5 anni.

Italia: Ftse Mib sotto 16.000, ma trend resta saldamente rialzista
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni con un calo dell’1,02% a 15.946 punti. L’indice ha chiuso sotto il livello chiave dei 16.000 punti, ma resta comunque saldamente intatto il trend rialzista con la prossima resistenza che si colloca a 16.640 e successivamente a 17.000, In ogni caso sarà fondamentale tenere i 15.600 affinché non svanisca la spinta rialzista. In rosso tutto il listino con i bancari che hanno segnato le peggiori performance in seguito alle prese di profitto degli operatori dopo il rialzo delle ultime sedute. In deciso calo Fondiaria Sai (-6,7%) dopo voci secondo cui il piano di ricapitalizzazione dovrebbe essere incrementato a 850-900 milioni di euro dai 750 previsti.