Ma nelle invenzioni delle parole nemmeno noi italiani scherziamo, soprattutto se si tratta di politica. Quando si verificano i tracolli economici allora la fantasia inizia a dilagare.
Ma la Spagna non è la Grecia. E forse Rajoy ha i suoi motivi se non vuole gli aiuti dell'Ue. Che si sia accorto che fuori dall'euro si sta meglio?
Spexit dunque, e sarà la moda dell’estate. Se finora erano i Greci a farci temere, adesso saranno gli spagnoli. Si, perchè paradossalmente saranno loro a far cadere l'euro rispetto ai Greci, o di qualunque altro dei paesi periferici. Sono troppo grandi da salvare, soprattutto per la fetta di economia che rappresentano all’interno dell’Europa, a differenza appunto di Atene la cui “rappresentanza finanziaria” era ben poca cosa.
Inoltre non hanno un piano circa la rottura delle relazioni con l'Unione europea, sono già stanchi di austerità ancor prima delle eventuali leggi che la sanciscano ufficialmente. Leggi che non arriveranno mai perchè la Spagna non vuole essere salvata nonostante le tante ragioni per le quali le converrebbe rimanere.
Anche dopo le nuove elezioni greche, la Spagna è destinata a rimanere sotto i riflettori per il resto dell'estate soprattutto visto che la sua economia va di male in peggio. I mercati obbligazionari sono le si sono rivolti contro, spingendo i tassi delle obbligazioni decennali al 6,45%, un livello assolutamente assurdo.
Il sistema bancario è in bilico, e anche con il salvataggio del governo di Bankia le cose non cambiano. Di ieri la “scoperta” da parte delle agenzie preposte al controllo dei conti, che il buco di poco più di 650 milioni previsto, in realtà era di oltre 7 miliardi. La sua economia è già di nuovo in recessione, ed è probabile che si ridurrà ulteriormente. La disoccupazione è arrivata a oltre un quarto della forza lavoro, le vendite al dettaglio si stanno abbassando del 10% annuo. Tuttavia, la prescrizione da Bruxelles e Berlino sono esattamente le stesse che vengono date per tutti gli altri paesi alle prese con l'euro.
