Nonostante il commento a inizio settimana di Fitch sul possibile downgrade dell’Italia, l’asta dei Bot di giovedì ha dimezzato i rendimenti annuali rispetto alla precedente, in continuità con l’ultima asta di dicembre sui semestrali.
Certamente una buona notizia per il Belpaese, che vede così raffreddarsi la tensione sui tassi di breve periodo: un passo fondamentale a cui piano, piano si potranno allineare anche gli spread sulle scadenze più lunghe, tenuto conto che, nonostante la grancassa mediatica, non sono la principale fonte di preoccupazione per l’economia rispetto a quanto lo siano i tassi di breve periodo.
L’apprezzamento degli sforzi di risanamento giunto dal Cancelliere Merkel è stato di gran lunga il fattore di maggior rilievo per Piazza Affari. Un giudizio che insieme alle aperture dell’Eba verso i nostri istituti, ha permesso al settore finanziario di recuperare molto terreno in poche sedute, spingendo il nostro indice a sovraperformare rispetto agli altri listini europei.
In una situazione che vede l’economia reale in difficoltà, questi prezzi potrebbero avere già scontato tutto il negativo e iniziare ad anticipare i passi che dovranno essere fatti per riportare l’Europa a un livello competitivo, bloccando la speculazione contro la moneta unica e dando il via agli interventi per la crescita. In questo senso, saranno cruciali i prossimi due mesi, soprattutto perché, almeno apparentemente, dal “direttorio” Merkel-Sarkozy sembrano giungere segnali di maggior concretezza e decisione rispetto al passato.
Un altro segnale positivo arriva dai mercati obbligazionari dove si nota il ritorno di una grande attività sul mercato primario, con parecchi emittenti che hanno iniziato l’anno con nuove emissioni, sfruttando ogni movimento di spread e tassi.