A rischio un altro downgrade. Gli economisti si dividono ma il pericolo per lo zio Sam e per l'economia mondiale è più che mai serio.
Ma non dobbiamo pensare che queste (la maggior parte delle quali statunitensi) siano una sorta di lobby creata ad hoc dallo Zio Sam per destabilizzare la credibilità dell’economia europea (sebbene il dubbio venga...).
Un anno fa hanno fatto un downgrade infatti anche per il rating del credito degli Stati Uniti (nel caso di Standard & Poor, di uno scatto da tripla A ad AA) e a parte una certa volatilità prevedibile su agosto, Wall Street ha retto bene, anzi, sul lungo periodo ha anche guadagnato.
Lo pensa anche Greg Gocek, analista finanziario intervistato da Smart Money "Sul medio-lungo termine, il downgrade non è apparso avere alcun impatto sostanziale. Ora, però molti esperti non si aspettano che la storia si ripeta. Anzi, molti economisti sono dell’idea che i legislatori raggiungeranno un accordo temporaneo sul limite del debito, riuscendo ad evitare un altro downgrade".
Cosa già di per sè improbabile. Il debito pubblico Usa è forse uno tra i fattori più esplosivi e sottaciuti dell’economia mondiale. Mentre tutti parlano delle nazioni europee, a causa dei quali le agenzie di rating tagliano, bocciano e criticano, gli Usa sembrano ricevere un trattamento più “morbido”.
Stando alle stime del Fondo monetario internazionale, il debito pubblico ha sorpassato nel 2011 il prodotto interno lordo del paese, dovrebbe aumentare oltre il 107% del Pil quest’anno e non è escluso che Obama, chiuderà il suo mandato con quattro esercizi di bilancio, tutti con un deficit che supera di molto i mille miliardi di dollari.
