L'industria del divertimento per eccellenza non convince gli analisti: ricavi ancora definiti deludenti hanno costretto i vertici della Disney ad abbracciare nuove strategie e a dire addio a Netflix, proprio mentre il re dello streaming ha fatto la sua prima conquista (il ritorno di David Letterman con un nuovo show) e la sua prima acquisizione (l'editore di fumetti Milalrword).

Le prospettive per l'azienda di Topolino

Ardua e ambiziosa, dunque, l'impresa che la Disney intende portare avanti e cioè quella di porsi come competitor di Netflix, suo precedente alleato, attraverso la creazione di un proprio sito streaming che vedrà i prodromi già l'anno prossimo con il canale sportivo ESPN. Entusiasmo, invece, in casa Disney dove si commentano con favore le prospettive di crescita future. L'azienda, infatti, intende mettere mano al nervo scoperto di tutta la compagnia ovvero i canali TV dal momento che gli introiti dei parchi a tema non hanno mai dato preoccupazioni. Tradotto in numeri per l'ultimo trimestre la Walt Disney ha registrato profitti a 2,37 miliardi di dollari contro i precedenti 2,6 miliardi del 2016 mentre un calo si è registrato anche sugli utili per azione in calo del 2% a 1,58 dollari, anche se comunque sopra le attese, ferme a 1,55 dollari per azione. Per quanto riguarda il fatturato si parla di 14,24 miliardi poco sotto i 14,28 miliardi dell'anno scorso e ben al di sotto delle previsioni di Wall Street che invece parlava di 14,42 miliardi.