IL PRESIDENTE Monti tiene a precisare e ad evidenziare come sul fronte della crescita nell’Unione Europea “finora si è fatto pochissimo”, esponendo i tre tasselli di intervento fondamentali: “Il perfezionamento del sistema di disciplina di finanzia pubblica, la definizione di una batteria di firewall per evitare il contagio finanziario e il rilancio delle politiche di crescita”.
“L'IMPEGNO per la costruzione europea non è una priorità del governo, ma è patrimonio del Parlamento, di tutti i governi che si sono succeduti e di tutti i partiti”, rincarando la dose dicendo quanto “È necessario dotare il fondo salva Stati di “risorse adeguate, di stabilità di coordinamento reciproco e di una governance del fondo che sia umana e non sovraumana e quindi possa effettivamente funzionare e non essere circondata da vincoli e cavilli”.
E SUL RUOLO dell'Italia ha precisato: “Siamo visti tra quei Paesi che possono contribuire a trovare soluzioni e non più come una mina principale del sistema”.
Draghi, da parte sua punta sulla necessità di riforme adeguate e veloci. La determinazione nel portarle a pieno compimento “è ora decisiva per uscire dalla stagnazione e per sventare i rischi di una deriva pericolosa”, sottolineando inoltre come l'attuale crisi abbia messo in luce l'insufficienza delle politiche attuate negli scorsi anni in Italia.
OGGI, GRAZIE alla forte accelerazione delle riforme effettuate negli ultimi mesi, si è avviato un rafforzamento della fiducia nell’Italia . Draghi, ha osservato come la crisi abbia “crudamente svelato l'insufficienza delle politiche attuate negli scorsi anni in Italia per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici, per risolvere i nodi strutturali che strozzano la crescita della nostra economia”.