Le Elezioni Presidenziali Francesi 2017 sono ancora il punto interrogativo più grande sui mercati, soprattutto per via del margine di vantaggio sempre più esiguo tra tutti i candidati e in particolar modo per la presenza ingombrante dell'esponente della destra estrema Marine Le Pen.

Le previsioni degli esperti

Per questo motivo Jean Pierre Petit, responsabile di Cahiers Verts de l’Economie e Antoine Lesné, responsabile Strategia e Ricerca di SPDR ETFs per l’area EMEA hanno elaborato un report con il quale illustrano le prospettive che si potrebbero presentare ai mercati, a cominciare dai candidati che più probabilmente avranno accesso al secondo turno. Stando alle loro dichiarazioni, l’ipotesi più probabile è un secondo turno con un faccia a faccia tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron o François Fillon. Ma non è detta l'ultima parola perché sebbene il il divario tra i candidati resti ancora più ampio rispetto al margine di errore, si tratta di un margine che tende ad appiattirsi man mano che si avvicina la data del 23 aprile. Non solo, ma come gli stessi analisti ricordano, il precedente di Hillary Clinton, data per vittoriosa dopo ogni scontro per poi perdere la prova più importante, cioè quella delle elezioni, fa da precedente pericoloso. Indubbio che i candidati preferiti dai mercati siano nell'ordine: Emmanuel Macron è senza dubbio il preferito dai mercati anche se il riformismo di François Fillon s piace per la sua radicalità. Infatti “Entrambi concordano sulla necessità di abbattere il deficit e migliorare la politica fiscale, ma sono in disaccordo sull’orizzonte temporale e le metodologie da utilizzare”. Il loro arrivo all'Eliseo, migliorerebbe la situazione di una tensione sullo spread che verrebbe a restringersi, trend che viene confermato dalle proiezioni che vedono una diminuzione della forbice del differenziale tra OAT francesi e Bund tedeschi ad ogni minimo indebolimento della posizione della Le Pen. L'esponente della destra, però, potrebbe raccogliere ancora voti nel secondo turno, soprattutto in caso di una nuova ondata di attacchi terroristici, nuove tensioni nelle periferie multietniche della nazione oppure in caso di altri scandali politici. Tutti fattori che si sono dimostrati verificabili.