Richard Buxton, CEO ed Head of UK Equities, Old Mutual Global Investors, spiega che il voto UK è stato un voto sulla disuguaglianza di reddito e ricchezza tra le diverse fasce d’età della popolazione. Sebbene il risultato potrebbe non essere quello che i mercati finanziari avrebbero preferito, restano motivi d’ottimismo.

La maggior parte di noi si è abituata allo stile decisamente da primo ministro di Theresa May nei quasi 10 mesi in cui ha vissuto al numero 10 di Downing Street. “Brexit vuol dire Brexit”, ci ha detto con cadenza regolare - spiega Richard Buxton -. Ma la sua strategia sembrava funzionare, e la sua popolarità personale (così come quella del suo partito), saliva. Per May, la decisione presa il 18 aprile di chiedere elezioni anticipate, nonostante le precedenti dichiarazioni contrarie, deve essere stata tanto ovvia quanto irritante per i suoi avversari politici.

Ma via via che la campagna elettorale si è sviluppata, è probabile che il primo ministro abbia iniziato a dubitare della saggezza della sua scelta. La scorsa notte, anche gli ultimi dubbi sono stati cancellati, e probabilmente May si sta pentendo della sua decisione. Il sorgere del sole ha rivelato un Parlamento “appeso”, dando spazio alle prime voci che chiedevano le dimissioni di May. Se resterà alla guida del partito, e per quanto, resta da vedere.

Ora, abbiamo di fronte a noi un periodo di negoziati e una possibile sfida per la leadership dei Conservatori, mentre i partiti tenteranno di formare un Governo - spiega Richard Buxton -. Tuttavia, il risultato del voto potrebbe far perdere di vista le vere forze che lo hanno causato. Come mostrano le prime analisi dei risultati, i giovani hanno votato in maniera preponderante per il Partito Laburista, mentre le generazioni più anziane per i Conservatori.