Il partito di estrema destra occupa la terza posizione nella lista delle forze politiche in Germania, una notizia di per sè sufficiente per riuscire a smorzare le già tiepide euforie per la vittoria, peraltro scontata, del Cancelliere Angela Merkel.

La Germania non è più così solida? 

Infatti se da un lato la poltrona del numero uno è ormai assicurata, non lo è con i numeri prospettati alla vigilia e, ancora meno, con quelli ottenuti alle precedenti consultazioni elettorali. Tutto ciò significa due cose: prima di tutto la Germania non è più quella fonte di sicurezza che tutti pensavano e poi che la Merkel sarà costretta ad architetture politiche audaci per far quadrare i numeri all'interno della Bundestag. Infatti la Grosse Koalition che aveva permesso al governo precedente di nascere e continuare ad esercitare il suo potere, è definitivamente morta dopo che il partito dell'Spd di Martin Schulz, avversario diretto della Merkel, di non voler più dar vita ad ampie alleanze e di voler restare all'opposizione. Insomma, un panorama difficile per una moneta, l'euro, che finora ha sempre corso sfruttando più che altro la debolezza del suo corrispettivo statunitense, il dollaro. Ecco allora che la divisa europea è arrivata a una improvvisa inversione di rotta arrivando a 1,18 contro quota 1,19 registrata alla vigilia del voto. Ecco allora che la divisa europea è arrivata a una improvvisa inversione di rotta arrivando a 1,18 contro quota 1,19 registrata alla vigilia del voto. Chi invece corre sia sull'euro che sul dollaro, è lo yen, approfittando della notizia di elezioni anticipate. Di ieri, infatti, la notizia secondo cui sarebbe imminente lo scioglimento di entrambe le Camere e il ritorno alle urne per il prossimo mese di ottobre. Tradotto in numeri si parla di 113,15 yen per un euro e di 112,03 yen per un dollaro.