Cento miliardi di euro messi a disposizione dall’Eurogruppo per salvare il sistema bancario spagnolo. Perché non stare tranquilli? Tanto più che, come ci avvisa il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn, in realtà i bisogni delle banche iberiche ammonterebbero ad appena 40 miliardi, il resto è “margine di manovra”, che è poi come dire “margine di errore”.
Un bel sistema bancario – incontrovertibile – che prestava 70 milioni di euro al Real per comprare Cristiano Ronaldo, e un bel margine di manovra – inconfutabile – così agevole da far temere che forse ad essere disagevole sia la manovra stessa. Se un margine è più del doppio della spesa preventivata, qualcosa non torna.
In metrologia, la scienza che si occupa di misurazioni e delle sue applicazioni, il “margine di errore” è detto “incertezza di misura”. Ma quanto può essere grande questa incertezza perché la misurazione conservi significatività? In statistica questa significatività si chiama “confidenza”, o “fiducia” (che esca un determinato risultato, per l’appunto) e affinché sia elevata occorre che il “rumore”, vale a dire l’aleatorietà, sia bassa.
Quando una pletora di incontrollati fattori conduce questa aleatorietà alle stelle, ogni previsione perde significatività statistica e dunque significatività tout court – a meno che non si torni agli auguri e agli auspicia e al dar peso al gracchiare dei corvi alla destra o alla manca – ed ecco allora che i precipizi che vedranno i ministri delle finanze dell’Eurozona all’Ecofin del 21 e 22 giugno dai balvedere di Lussemburgo potrebbero essere, lor sì, forieri di tempesta.
