Un risveglio da incubo quello odierno per le Borse europee che sin dalle prime battute hanno dovuto fare i conti con un duro intervento dei ribassisti. Gli indici del Vecchio Continente sono colpiti da una pioggia di vendite sulla scia del forte calo accusato ieri da Wall Street dove ad avere la peggio è stato l’S&P500 che ha lasciato sul parterre quasi tre punti.
Il bilancio è ancora più pesante in Europa dove il Cac40 e il Ftse100 accusano un ribasso rispettivamente del 4,27% e del 4,2%, seguiti dal Dax30 che arretra del 3,67%. Per quanto il saldo sia leggermente meno gravoso, la situazione non è tanto migliore a Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib si presenta ad un passo dall’area dei 13.700 punti, con un affondo del 3,11%.
L’ondata di vendite si è scatenata sulla scia delle novità arrivate ieri dalla Fed che ha lasciato invariati i tassi di interesse al minimo storico, ribadendo che il costo del denaro rimarrà basso fino alla prima metà del 2013. La Banca centrale americana ha parlato di significativi rischi al ribasso per la crescita, in presenza di un tasso di disoccupazione ancora elevato e di un mercato del lavoro che non mostra ancora segnali di ripresa.
Al fine di favorire una ripresa economica più robusta, la Fed ha deciso di allungare la scadenza dei titoli di Stato nel suo portafoglio. In questa direzione è previsto che da oggi a giugno del prossimo anno siano venduti Treasuries di breve scadenza, inferiore ai 3 anni, per 400 miliardi di dollari. Il ricavato sarà destinato all’acquisto di titoli con scadenza compresa tra 6 e 30 anni, in linea con un’operazione simile realizzata negli anni ’60.
Una mossa largamente attesa dal mercato che paga la delusione per il nulla di fatto sul tasso overnight, confidando in un intervento più aggressivo da parte della Fed.