Il 2011 non si chiude nel migliore dei modi per l’industria italiana del risparmio gestito. Secondo le statistiche di Assogestioni, infatti, l’ultimo mese dell’anno ha registrato deflussi netti pari a 9,5 miliardi di euro (5,9 miliardi in uscita dalle gestioni collettive e 3,6 miliardi dalle gestioni di portafoglio), il che porta la raccolta netta totale del 2011 a -40,8 miliardi. Alla fine dell’anno, invece, gli asset totali superano i 937 miliardi di euro (in leggera risalita rispetto ai 926 miliardi del mese precedente), equamente divisi tra gestioni di portafoglio (51% del patrimonio totale) e gestioni collettive (49%).
Sulla base dei dati preliminari (infatti i dati della Mappa costituiscono un’anticipazione delle informazioni, più complete, pubblicate nella corrispondente Mappa trimestrale), nel corso del mese di ottobre nessuna categoria di fondi aperti è riuscita a segnare una raccolta positiva.
Nel dettaglio, i fondi obbligazionari hanno perso oltre 2,2 miliardi di euro, seguiti dai comparti monetari (-1,9 miliardi). I fondi flessibili hanno invece lasciato per strada 1,2 miliardi e gli azionari 511 milioni. Scorrendo la classifica, si nota come i comparti bilanciati abbiano registrato deflussi per 353 milioni e i fondi hedge per 182 milioni.
Secondo Assogestioni, a fine anno circa due terzi del patrimonio delle gestioni collettive, equivalente a 267 miliardi di euro, è investito in fondi comuni aperti di diritto estero. Ai fondi di diritto italiano compete, invece, la gestione dei restanti 152 miliardi di euro.