L’acqua di mare non solo è inutilizzabile per l’irrigazione dei campi e l’agricoltura, ma danneggia irreversibilmente il terreno e lo rende sterile. Gli impianti di desalinizzazione, dal canto loro, sono molto costosi e richiedono un enorme impiego di energia, per cui li si usa esclusivamente per fornire acqua potabile per le città costiere.
Nel 2015 entrerà però in funzione il primo grande esperimento di coltivazione intensiva in serra con l’utilizzo di acqua marina. L’impianto sorgerà in Giordania, nel deserto vicino ad Aqaba, e sarà in larga misura finanziato dalla Norvegia. Prenderà acqua salata dal Mar Rosso, la filtrerà con ventilazione alimentata a energia solare e ne farà precipitare una parte al suolo, dove saranno coltivati ortaggi di qualità. Il resto del vapore prodotto verrà disperso all’esterno sottovento, rinfrescherà la temperatura nella zona circostante e favorirà la formazione di piogge. Il residuo salino verrà venduto come sale da cucina. Posti di lavoro, ortaggi freschi, impatto ambientale positivo.
La grande serra irrigata da acqua di mare in costruzione ad Aqaba.
Nelle scorse settimane, come è noto, la Bce ha avviato anch’essa un nuovo grande impianto di riciclaggio. Ha ritirato acque sospette, infette e putride dalle banche europee e ha dato loro in cambio, per tre lunghi anni, acqua sorgiva di alta montagna, chiara, fresca e dolce. Francoforte, come del resto tutta l’Assia, la Renania e il Baden (Baden vuol dire bagni) si trova in mezzo a una grande zona termale, già ben nota ai Romani. Le acque alpine, filtrate sotterraneamente a valle, alimentano queste fonti.
L’operazione della Bce, in sigla Ltro, è stata capita poco nel mondo anglosassone. Viziato dal Quantitative easing americano e inglese, questo mondo ha reagito stizzito all’Ltro e l’ha visto come un tipico bizantinismo europeo. E’ stata una reazione di pancia, non condivisa dagli osservatori più seri, ma molto diffusa tra gli operatori. In alcuni casi è sembrata anche piuttosto interessata, viste le ampie posizioni corte anti-euro.
Acque sorgive. Quando il riciclaggio è cosa buona
Essere sovrappesati, in questo momento, è probabilmente ottimale dal punto di vista della performance, ma è francamente temerario in un’ottica di gestione dei rischi.
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