Trattative preliminari agli sgoccioli: Angela Merkel ad oltre 3 mesi dalle elezioni non è riuscita a trovare i numeri per far nascere il nuovo governo tedesco.

La situazione

E così Berlino rischia di dover tornare alle urne senza alcuna certezza che questa volta il risultato non sia altrettanto frammentato. Un pericolo, quello della polverizzazione del voto, che a quanto pare riguarda ormai tutta l'Europa, compresa la storicamente granitica politica tedesca costretta già nel 2005 a dover far ricorso alla Grosse Koalition ovvero l'accordo che ha unito sotto un unico ombrello sia i cristianodemocratici della Merkel che i socialdemocratici di Martin Schulz. In occasione dell'ultima tornata elettorale di fine settembre, infatti, questi ultimi sono usciti sconfitti e, con la volontà di riconquistare la fiducia del proprio elettorato, hanno detto addio all'alleanza, bloccando di fatto tutte le strade per la creazione di un nuovo esecutivo. I tutto questo si registra, però,l'ennesimo paradosso: di fronte ad una politica che scricchiola si vede, di contro, un'economia in piena salute: Pil a 2,2% nel 2017 contro le attese del 2,3%, disoccupazione al 3,6%, inflazione in crescita, sebbene comunque al di sotto del 2% e possibile avanzo sui conti pubblici, sempre per il 2017, di circa 10 miliardi. In altre parole la stessa situazione vissuta dalla Spagna: Madrid ha infatti visto il suo periodo di miglior crescita economica durante la fase di stallo per la creazione del governo, ovvero all'indomani delle due elezioni che hanno dato entrambe la vittoria al premier uscente Mariano Rajoy, senza però conferirgli anche la maggioranza assoluta.