Nemmeno i luoghi comuni sono più quelli di una volta. Più di 50 giorni senza un governo e non stiamo parlando dell'Italia, nazione famosa nel mondo per la sua instabilità politica, bensì della Germania e del suo mito, ormai sorpassato, di granitica compattezza.

50 giorni dalle elezioni

 

Ieri è scattato il 50 giorno senza governo per Berlino., era il 24 settembre e dalle urne tedesche usciva la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, che la Grande Coalizione che aveva caratterizzato gli ultimi governi teutonici, a sua volta un'eccezione vista la rarità di un voto tedesco che quasi mai è stato frammentato, era anche la proiezione di una serie di difficoltà e di insofferenze all'interno sia della società che della politica stessa. Tecnicamente il governo in carica è rimasto lo stesso, se non altro grazie alla riconferma del suo premier, Angela Merkel che però deve combattere con una costante emorragia di consensi e di voti. Purtroppo i tempi per la creazione di un esecutivo si stanno allungando ogni volta, il che non è certo un buon segno, così come non è stato un buon segno l'ingresso nella Bundestag, il parlamento tedesco, dei rappresentanti dell'estrema destra, per la prima volta dopo la fine della seconda guerra mondiale.

I timori dell'Europa 

Intanto i colloqui tra Unione Cdu-Csu e i liberali e i verdi per formare la nuova coalizione vanno per le lunghe con tutte le conseguenze del caso; nessuno, infatti, sa ancora bene quali saranno le prossime scelte di Berlino circa le politiche ambientali, sulla guerra all'evasione fiscale creata dai grandi nomi del web, e sulla questione bancaria europea, oltre ovviamente all'annosa questione Brexit.