COME PER il primo salvataggio della Grecia, i governi dell'area dell'euro saranno i principali contribuenti. All'Europa toccherà pagare il prezzo più alto: circa 117 miliardi di euro, un ammontare superiore rispetto alla cifra stimata quest'autunno, in quanto la situazione in Grecia è da allora peggiorata e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sembra mostrarsi meno generoso di un tempo.

CONTRARIAMENTE al primo piano, composto da prestiti bilaterali, questo secondo pacchetto di aiuti sarà veicolato dal Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), che raccoglie denaro sui mercati grazie alla garanzia degli stati della zona euro. I paesi con rating tripla A, pagheranno un conto più alto.

LA GERMANIA, che ha contribuito con una somma pari a 22,4 miliardi di euro al precedente piano di salvataggio, si conferma il primo contribuente copnvolto nel secondo salvataggio della Grecia, con circa 30 miliardi di euro.

• FMI: 13 miliardi di euro previsti

PER IL SECONDO salvataggio della Grecia, l'FMI non dovrebbe sborsare più di 13 miliardi di euro, solo il 10% del contributo pubblico. Nel 2010, il FMI aveva pagato il 27% dell'ammontare totale, ovvero 30 miliardi su 110 miliardi di euro. La partecipazione del Fondo al salvataggio finanziario dell'Irlanda e del Portogallo nel 2011, e le critiche da parte degli Stati Uniti, primo contribuente del Fondo, hanno ridotto il campo d'azione dell'FMI nella zona euro.

• Settore privato: 107 miliardi di euro di debito cancellati

IL SETTORE PRIVATO (banche, fondi assicurativi), che detiene 210 miliardi di titoli greci, ha accettato di rinunciare a 107 miliardi di debiti. Esso negozia le condizioni di scambio di 70 miliardi di euro di debito, con un haircut del 20% su questi titoli. Quale contropartita per i sacrifici chiesti, il settore privato si dividerà i 30 miliardi di euro prelevati dal contributo pubblico al salvataggio.