Mentre i partner della Grecia in seno alla Zona euro lavorano per cercare una soluzione alla crisi greca, ad Atene diverse importanti questioni restano senza una risposta chiara. Eccone alcune.
Il nuovo piano di salvataggio risolve i problemi della Grecia?
Gran parte della risposta dipende dal ritorno alla crescita. Per l’ex ministro greco delle Finanze Georges Papaconstantinou, la questione non è sapere se il nuovo piano permetterà di tornare a un indebitamento del 120% o del 129% del Pil nel 2020, perché a questo punto nessuno sa come si raddrizzerà l’economia del paese.
Panayiotis Korliras, presidente del Centro di programmazione e studi economici, pensa che la recessione terminerà nel secondo trimestre del 2013 : “Le riforme strutturali contenute nel secondo programma di finanziamenti sono di grande utilità per accelerare il ritorno alla crescita.”
Cosa perderanno realmente i creditori privati?
Nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione del debito greco, su 200 miliardi, i creditori privati (banche, assicurazioni, fondi pensione, fondi di investimento) perderanno circa 100 miliardi di euro.
Le loro obbligazioni di Stato saranno scambiate contro titoli il cui valore sarà inferiore di circa la metà. Si tratterà, per il 15% dell’importo iniziale, di obbligazioni emesse dal Fondo europeo di stabilità finanziaria e per il 35% di obbligazioni grece a 30 anni. Il saldo del 50% circa va perso.
La perdita è aumentata a causa del prolungamento della maturazione dei titoli e di un tasso d’interesse più debole sulle nuove obbligazioni, a circa 3.5%.
Per un taglio del 50%, in realtà la perdita dei creditori privati sarà di circa il 70% del valore contabile dei titoli di Stato.