Mentre la dichiarazione finale che riguarda le decisioni prese dall’Eurogruppo è in fase di elaborazione e si attendono i dettagli andiamo a dare un’occhiata all’uovo di Colombo europeo , una soluzione insospettatamente semplice a un problema apparentemente impossibile anche se come ben sappiamo si tratta di una soluzione palesemente impossibile ad un problema molto semplice; viste le dimensioni e le dinamiche dell’economia greca è difficile che la Grecia possa raggiungere i target proposti ed evitare il default. Ma di questo parleremo nelle prossime ore in un nuovo post…
BRUXELLES – E’ stato raggiunto l’accordo all’Eurogruppo sui nuovi aiuti alla Grecia. La riunione di Bruxelles fra i ministri europei delle Finanze, l’Fmi e la Bce durata oltre 12 ore ha dunque sbloccato i 130 miliardi di aiuti promessi ad Atene. A frenare la trattativa la difficoltà di accordo con i privati detentori del debito greco che dovranno accettare una ulteriore riduzione del valore nominale dei titoli in loro possesso. REPUBBLICA
Secondo il Telegraph si parla di almeno il 75 % aggiungo io!
Meno problemi per gli altri due punti necessari per l’accordo: la presenza stabile di osservatori della troika ad Atene ( un punto definito inderogabile da tutti i ministri partecipanti alla riunione) per controllare che il piano di risanamento del Paese venga portato avanti secondo gli accordi e la creazione di un conto bloccato dove i greci verseranno da ora in poi gli interessi sul loro debito. L’obiettivo è che la Grecia arrivi nel 2020 ad un rapporto debito-Pil del 120,5%. “Un obiettivo insperato”, ha detto il ministro francese Francois Baroin.
Gli Stati dell’Eurozona parteciperanno al salvataggio abbassando gli interessi sui prestiti concessi ad Atene. Anche la Bce farà la sua parte secondo un meccanismo macchinoso che consente alla Banca centrale di superare l’ostacolo delle normative che le vietano l’intervento in aiuto degli Stati. L’istituto di Francoforte distribuirà alle banche centrali nazionali i profitti sui bond greci nel suo portafoglio, a loro volta le banche centrali li verseranno agli Stati dell’Eurozona che hanno acconsentito a versarli alla Grecia, mentre l’Fmi deciderà a marzo la sua partecipazione (che i Paesi dell’Eurozona si aspettano sia “significativo”) al piano di aiuti. E sempre a marzo si giocherà la partita importante sui fondi salvastati e sulle loro dotazioni.