Sembra che alla fine la Grecia e le autorità europee siano arrivate alle fasi conslusive del progetto di scambio delle obbligazioni - bond swap - con il settore privato; progetto noto come procedura di coinvolgimento del settore privato (PSI - private sector involvement), che ha l’obiettivo di ridurre entro il 2020 il rapporto debito/Pil della Grecia al 120.5%. Attualmente tale rapporto ammonta è pari al 160%. Sicuramente di questo accordo si parlerà molto, ma noi ci focalizzeremo sull’elemento di coinvolgimento del settore privato.
L’accordo PSI assicura che il settore privato subirà una perdita reale, mentre il settore pubblico - le banche centrali nazionali e la BCE - non patiranno alcuna perdita. Le banche centrali hanno questa posizione di privilegio in quanto sono pronte a fornire ulteriore sostegno finanziario alla Grecia. Certamente, non è negli interessi dei politici che le banche centrali si sobbarchino delle perdite in conseguenza ai prestiti fatti alla Grecia e certamente sono i politici che stabiliscono la struttura legale e regolatoria a sostegno. Non solo i politici possono modificare gli obiettivi annunciati, ma anche cambiare le parti in gioco. I politici, e le autorità, stanno esercitando i poteri impliciti ai loro mandati.
Questo accordo comporterà per il settore privato soffrire un livello sproporzionato di perdite sia in termini assoluti sia in termini relativi al settore pubblico. Questo punisce gli investitori del settore privato nel debito greco rispetto agli speculatori privati corti di debito greco. Ho notato in precdenza che i governi hanno percepito i detentori dei loro titoli di stato come investitori “buoni”, mentre gli investitori con posizioni corte nel debito governativo venivano visti come “cattivi speculatori”.