DOPO L’APPROVAZIONE in Parlamento dell’ennesimo piano di salvataggio accompagnato da scene terribili di guerriglia, la Grecia va verso le elezioni anticipate. Il punto fondamentale, però, sarà convincere l’ Europa ed i mercati finanziari, che sarà capace ad attuare le misure di austerity annunciate.

PREVISTI, e da attuare, 15mila licenziamenti pubblici entro l’anno,tagli alle pensioni, un miliardo e cento milioni di spesa farmaceutica in meno, salari ridotti fino a 500 euro. Il tutto secondo molti osservatori, porterà inevitabilmente ad un’ulteriore recessione.

E GLI ANALISTI GRECI, sono convinti che per uscire dalla crisi Atene deve guardare a Roma. Lo ha ribadito, Yannis Monogios, del Centro di pianficazione e ricerca economica. Dopo il voto in Parlamento e la rivolta che ha distrutto Atene, il primo ministro, Luca Papademos “non ha altra scelta che seguire il modello italiano”.

D’ORA IN POI dovrà agire come un vero governo tecnico sul modello di quello di Monti, che deve essere in grado di varare le riforme difficili ma necessarie per salvare la Grecia. E in questo momento, potrebbe essere favorito dalla situazione che si è determinata con l’approvazione del nuovo pacchetto di austerity, che ha dato il via alle dimissioni di quattro ministri, due vice ministri e la perdita del sostegno del partito di destra Laos.

COME AFFERMATO da un collaboratore del leader socialista, Papandreou “Ora la road map politica è aperta, e per la prima volta nella storia della Grecia moderna nulla è più certo e lo spettro politico che conoscevamo è ora finito”.

IL GOVERNO di Papademos è sostenuto da una coalizione di unità nazionale, ma a differenza di quello italiano è troppo politico, con i suoi membri preoccupati dalle eventuali conseguenze elettorali. Le elezioni politiche sono state fissate per aprile.