La seduta odierna viene vissuta per ora in lieve calo dal petrolio che, dopo il rally di oltre il 3% messo a segno ieri, cede il passo ad alcune prese di profitto. Le quotazioni dell'oro nero vengono fotografate a 65,25 dollari, in calo dello 0,4% rispetto al close di ieri, in attesa del report sulle scorte strategiche Usa che sarà diffuso nel pomeriggio.
Nelle ultime giornate il petrolio è stato oggetto di forti acquisti, tanto che i corsi si sono riportati a circa 1 dollaro di distanza dai massimi segnati a fine marzo a ridosso dei 66,5 dollari al barile.

I fattori che alimentano lo shopping sul petrolio

Diversi i fattori che stanno scaldando le quotazioni del petrolio, a partire dai toni meni accesi tra Stati e Cina relativamente ai rapporti commerciali tra i due Paesi. A ciò si aggiungono le tensioni geopolitiche sulla Siria, senza dimenticare che l'Arabia Saudita starebbe puntano ad un petrolio a 80 dollari al barile, per far fronte alle esigenze del bilancio statale e per sostenere l'IPO di Saudi Aramco.

L'aumento dei prezzi dell'oro nero si riflette positivamente sull'andamento dei titoli del settore oil che anche oggi a Piazza Affari guadagnano terreno, ma non tutti. La migliore performance è quella di Saipem che scatta in avanti con un progresso del 2,53%, seguito da ENI che avanza dello 0,41%, mentre oscilla intorno alla parità Tenaris, lasciando indietro Saras che cala di quai mezzo punto percentuale.

Eni piace a diverse banche d'affari

Nel settore oil a Piazza Affari ci sono diversi occasioni d'acquisto, a patto di scegliere i titoli giusti. Uno di questi è senza dubbio ENI che per Equita SIM merita un rating "buy", con un prezzo obiettivo a 17,5 euro. Commentando i recenti rumors relativi alle trattative intavolate dal gruppo italiano per vendere una quota dei campi messicani, gli analisti affermano che la notizia, s confermata, ha dei risvolti positivi per il titolo.