Brexit, Frexit, Grexit. Che sia volontaria come per i primi due casi o forzata come per il terzo, una cosa è certa: l’Unione Europea è avvertita sempre più fragile, ancora di più sul fattore della moneta unica. 

Un'Europa divisa

Se fino a qualche mese fa il punto interrogativo era l’Italia con il suo referendum, un punto interrogativo che seguiva quello della Gran Bretagna, subito dopo è arrivato quello della Francia con l’approssimarsi delle elezioni presidenziali e il rafforzamento del fronte nazionale sulla scia di un trumpismo che in alcuni casi è ben accetto anche in Italia (8 italiani su 10, secondo le ultime stime, apprezzano l’uomo forte al potere), aiutato anche da un calo della fiducia della base verso la politica e verso le rappresentazioni sociali tout court come, ad esempio, i sindacati. Adesso è la volta, invece, della Grecia con il ritorno di una vecchia e mai sanata ferita nel cuore del Continente. Naturalmente servono le dovute distinzioni: l’Italia e la Grecia hanno intenzione di restare nel club ma devono scontare le gravissime zavorre del debito pubblico, della mancata crescita, dell’assenza o quasi di riforme incisive che permettano lo sviluppo di una competitività che, soprattutto nel BelPaese è ferma da quasi 30 anni. Diverso, invece, il caso della Francia che vede un aumento della volontà di protesta e delle forze euroscetticche: Parigi, però, non è ancora  arrivata al livello di allarme che h permesso a Londra e Washington di appoggiare protezionismo, nel secondo caso e l’addio alle regole dell’Unione, nel primo. Adesso, però, la paura torna con il monito del Fondo Monetario Internazionale che non ha alcuna intenzione di partecipare al piano di salvataggio ancora in fase di completamento,  a meno che i creditori non diano vita a nuove misure di taglio del debito, un debito che, secondo i vertici di Washington, è insostenibile a prescindere dalle imposizioni che Atene è stata costretta a subire. In altre parole le misure draconiane che il governo ellenico ha applicato sui suoi conti non sarebbero servite a nulla in passato e nemmeno serviranno a nulla per il futuro.