Ennesima seduta con una variazione minima rispetto alla vigilia, nella fattispecie positiva per quanto riguarda il DJ e lo S&P500, negativa per il Nasdaq.
Ma non solo, anche l’andamento stesso della seduta è stato quello che ormai da tempo continuiamo a vedere, iniziale ritracciamento e poi recupero fino alla campanella di chiusura.
Certamente l’attesa per le decisioni riguardo all’eventuale salvataggio della Grecia ha monopolizzato l’attenzione degli investitori, c’è senz’altro fiducia, ma la prudenza è d’obbligo anche perché lunedì prossimo la Borsa statunitense sarà chiusa per il President’s Day.
Ora a nostro avviso è improprio il linguaggio comunemente usato riguardo all’erogazione del prestito alla Grecia, riteniamo infatti che non si debba parlare necessariamente di salvataggio bensì dell’allungamento di un’agonia.
Per quanto riguarda poi gli indici statunitensi, i livelli raggiunti sembrano davvero incompatibili con le previsioni di crescita economica del mondo occidentale avanzato, le cui stime vengono continuamente tagliate a tutti i livelli.
Il Dow Jones è in prossimità dei 13.000 punti, lo S&P500 ha superato i 1.360 punti ed il Nasdaq, poi, sfiora i 3.000 punti ed ad un livello più elevato si è trovato sono durante il periodo della famosa bolla internet. Insomma non si può certo restare tranquilli, prima o poi lo storno (fisiologico) sembra inevitabile.
Dow Jones (+0,35%) guida i rialzi Intel (+2,01%) seguito da Du Pont (+1,88%) e Home Depot (+1,70%).
Sul fondo della classifica Alcoa (-1,26%), ma prese di beneficio hanno interessato anche Hewlett Packard (-1,00%) e Bank of America (-0,87%).
S&P500 (+0,23%) svetta H.J. Heinz Company (+4,55%), rialzi di buona entità anche per Bristol Myers Squibb (+3,37%) e Baker Hughes (+3,22%).