Al termine di una giornata molto positiva per la piazza azionaria americana e in particolare per il Nasdaq Composite, che ha messo a segno la migliore performance tra i tre indici principali, con un rialzo dell‘1,82%, i riflettori sono rimasti puntati proprio sul settore high-tech. Dopo il suono della campanella infatti Intel ha alzato il velo sui conti del primo trimestre di quest’anno, archiviato con utili in calo e fatturato in crescita, con risultati comunque superiori alle attese in entrambi i casi.
Nel dettaglio il maggiore produttore al mondo di chip ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto pari a 2,74 miliardi di dollari, in calo del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato per azione è stato pari a 0,53 dollari, ma al netto delle voci straordinarie il dato è pari a 0,56 dollari, attestandosi comunque al di sopra delle previsioni degli analisti che avevano messo in conto un eps di 0,5 dollari.
Ad appesantire la performance dell’utile netto hanno contribuito da una parte l’aumento dei costi di ricerca e di marketing, e dall’altra le problematiche legate ala fornitura di personal computers per via della carenza di hard disk.
In crescita il fatturato che nel primo trimestre dell’anno è salito dello 0,5% a 12,91 miliardi di dollari, attestandosi oltre le previsioni del mercato che si era preparato ad un giro d’affari meno corposo di 12,84 miliardi.
Non particolarmente brillanti le indicazioni relative all’outlook, visto che per il trimestre in corso Intel prevede di realizzare ricavi compresi tra 13,1 e 14,1 miliardi, rispetto ai 13,45 miliardi previsti dalla comunità finanziaria. A deludere sono le previsioni sul margine lordo che dovrebbe attestarsi al 62%-63% in calo rispetto al 65,1% dei primi tre mesi dell’anno.