Non può contare sull'attenzione mediatica riservata al greggio, ma il fatto che qualcuno lo abbia già ribattezzato “petrolio bianco” testimonia il peso sempre più rilevante che il litio sta cominciando ad assumere tra le materie prime. 

La commodity ha svariate applicazioni - è ad esempio usato nell'industria nucleare e nel settore farmaceutico, dove viene usato per assorbire neutroni - ma non basterebbe questa flessibilità a spiegare una febbre che ha spinto le quotazioni a un rialzo del 60% nell'ultimo anno. 

L'elemento del futuro?

La spiegazione dell'impennata dei prezzi si deve infatti allo sviluppo di una delle industrie più promettenti: le batterie agli ioni di litio hanno un ruolo fondamentale nella transizione verso l’era dell’auto elettrica, ed è dunque prevedibile che la domanda della materia prima, che rappresenta appena lo 0,0007% della crosta terrestre, crescerà notevolmente nei prossimi anni. 

Un trend che sembra già cominciato: anche se i 2 milioni di veicoli a batteria circolanti a livello globale sono ancora una quota ancora insignificante del mercato auto mondiale, le vendite sono infatti raddoppiate in un solo anno, tanto da suscitare l'interesse per il business delle estrazioni di litio da parte dei maggiori produttori di automobili e dei big dell'asset management globale come BlackRock.

Il Sole 24 ha ad esempio ricordato nei giorni scorsi una previsione di Morningstar, secondo cui nel 2025 si potrebbe assistere a un aumento della domanda fino a 775mila tonnellate, mentre David Deak, già nella scuderia della Tesla Motors di Elon Musk, si aspetta che la produzione media annua salga a 3,1 milioni di tonnellate nell'arco di vent’anni.