In attesa della prossima manovra finanziaria del governo Monti, lo spread BTP/Bund continua a rimanere “agganciato” intorno alla soglia dei 500 punti, con forte volatilità intraday, nonostante gli acquisti della BCE e il buon esito della giornata del BTP Day.

Nel frattempo, il 23 novembre scorso, un’emissione di Titoli di Stato tedeschi è rimasta invenduta per circa il 35%, obbligando la Bundesbank a intervenire. L’interpretazione più attendibile suggerisce che gli investitori abbiano “tradito” la Germania a causa della sfiducia che ormai suscita tutta l’Eurozona, acuita dai report di Moody’s sul rischio di “default multipli” e potenziale di crollo della moneta unica.

Tale sfiducia potrebbe tuttavia rappresentare un fattore determinante per spingere la Germania ad assumere posizioni più “morbide” rispetto ai paesi europei in difficoltà.

In aggiunta, il ritorno dell’Italia a pieno titolo nel consesso europeo, con il conseguente “scioglimento” della diarchia Merkel-Sarkozy, favorisce un percorso comune dei tre maggiori paesi dell’Eurozona verso una soluzione della crisi, che porti a un miglioramento delle condizioni di finanziamento dei debiti sovrani periferici, a partire dall’Italia. Da questo punto di vista, una delle strategie più profittevoli sarebbe quella di puntare sul restringimento dello spread fra Bund e BTP.

Tra gli strumenti a disposizione degli investitori privati per effettuare tale strategia sullo spread BTP/Bund spiccano i MINI Future, certificati a leva attraverso i quali è possibile prendere posizione al rialzo (MINI Long) o al ribasso (MINI Short) sul sottostante. L’effetto leva si produce perchè i MINI sono acquistabili con il pagamento di un ammontare pari solo a una frazione del valore del relativo sottostante.